Chi è il logopedista? a cura della Dott.ssa Benedetta Cefaro


Una premessa: La Logopedia, è innanzitutto una branca della medicina e si occupa di vari aspetti che vanno
dallo studio, alla prevenzione, alla valutazione, nonché alla cura di diverse patologie dell’età neonatale,
evolutiva, adulta e geriatrica.

Svolge attività di studio e consulenza professionale nei servizi sanitari e in quelli dove si richiedono le sue
competenze professionali e può lavorare in strutture sanitarie, pubbliche e private, in regime di dipendenza
o in regime di libero professionista.
Il logopedista, una figura polimorfa: i falsi miti sulla professione
Prima di definire il vero e proprio profilo professionale del logopedista, sfatiamo alcuni falsi miti:
• Il logopedista NON è il professionista che si occupa dei piedi…quest’ultimo è il podologo:
in questo caso il misunderstanding sta nel dare maggior importanza alla parte sbagliata della
parola, in questo caso –pedista.
• Il logopedista si occupa dei bambini che parlano male: è vero solo in parte, perché il
logopedista si occupa anche dei disturbi di linguaggio dell’età evolutiva, ma questo è solo uno
degli ambiti di lavoro…ad esempio non viene presa in considerazione tutta la parte dell’età adulta,
geriatrica e del neonato (soprattutto nato prematuro) in ambito della terapia intensiva neonatale,
dell’allattamento e dello sviluppo sensoriale.

• Il logopedista non è un maestro che insegna a parlare/scrivere: il logopedista è un
professionista sanitario della riabilitazione che fa parte dell’area medica, diversamente da un
insegnante che fa parte dell’area psico-pedagogica.
Quali sono, quindi, gli ambiti di intervento del logopedista?
Il raggio di azione è molto ampio e abbraccia diversi campi di interesse.
Ad esempio, in ambito neuro-comportamentale è attivo in caso di traumi cranici, ictus, patologie cerebrali,
autismo, deterioramento cognitivo.
In quello otorinolaringoiatrico, foniatrico ed odontoiatrico si lavora nei casi di disfonia, disartria, dislalia,
difficoltà di linguaggio legate alla sordità congenita o acquisita, balbuzie, disfagia, deglutizione
disfunzionale, patologie legate all’articolazione temporo-mandibolare, disfunzioni della motricità oro-
facciale.
Possiamo trovare interventi anche in ambito neurologico o neuropsicologico, nei casi di afasia, aprassia,
agnosia, ritardo o disturbo di sviluppo del linguaggio, disturbo fonologico, disturbi dell’apprendimento,
ritardi mentali, disturbo dell’attenzione (ADHD), disprassia verbale, disturbo di integrazione sensoriale.
Inoltre, da qualche anno, è nata una nuova branca della Logopedia che si occupa della fascia di età
neonatale e che prende in carico tutte quelle problematiche correlate alla suzione, all’alimentazione per
bocca, allattamento, in neonati prematuri o con patologie di diverso genere.
Il logopedista collabora con altri professionisti dell’area medico sanitaria come medici (soprattutto il neurologo, l’otorinolaringoiatra e l’odontoiatra), psicologi, fisioterapisti, terapisti occupazionali,
neuropsicomotricisti, dietisti, per offrire un supporto terapeutico coordinato e migliorare lo stato globale
della vita del paziente, secondo un approccio olistico.

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