SVILUPPO DELLA MOTRICITÀ FINE COME PREVENZIONE PER LA DISGRAFIA a cura della Dott.ssa Alessia Toselli


Sviluppare la motricità fine, favorire la coordinazione dei movimenti , migliorare la percezione
dello spazio sono solo alcuni degli scopi che l’educazione grafomotoria si prefigge fin dalla scuola
dell’infanzia, fondamentale anche per l’apprendimento della scrittura manuale.
È importante porre l’accento sull’importanza di attività propedeutiche che permettono al bambino
di acquisire una gestualità funzionale volta a facilitare le attività di scrittura ma anche a
familiarizzare con le forme grafiche.
La scrittura non avviene solo con le mani. Tutto il corpo scrive. Spalla, avambraccio e polso sono
coinvolti in movimenti fluidi e coordinati necessari per ridurre il grado di affaticamento ma anche
per rendere più preciso il movimento.
Per questo motivo , è bene proporre esercizi di movimento aiutandoci sia con l’aspetto ludico per
attivare e motivare i nostri bambini sia con l’utilizzo di strumenti musicali o attività come battere
le mani, picchiettare sul banco a tempo o contare a voce alta per scandire il ritmo e per favorire il
movimento e la percezione del corpo nel tempo e nello spazio.
L’attività motoria da proporre al bambino prevede quattro fasi :

  1. Fase di rilassamento: basata sulla respirazione e sulla percezione del flusso dell’aria che,
    attraverso il naso, si espande nei polmoni e poi viene espirata dalla bocca. Questa prima
    fase ci serve per favorire la concentrazione nel bambino ma anche per abituarlo ad
    ascoltare il proprio corpo e avvicinarlo all’idea del ritmo naturale , preparandolo così al
    flusso dei tratti grafici, presenti soprattutto nella scrittura in corsivo.
  2. Esercizi di dissociazione motoria degli arti: utili a rendere più elastiche le strutture
    muscolari. Ne sono un esempio i movimenti di rotazione o di contrazione/decontrazione
    delle spalle , movimento di flessione e rotazione delle braccia e dei polsi ma anche attività
    psicomotorie per migliorare la stabilità muscolare.
  3. esercizi di motricità fine per facilitare la corretta presa dello strumento grafico e
    l’acquisizione di fluidità e velocità gestuale.
  4. attività di percezione spaziale attraverso i macrografismi ma anche attività con forme
    geometriche e figure variamente orientate che preludono allo stampato maiuscolo, attività
    graduali e sistematiche di pregrafismo e pittografia.
    Proposte di attività
    In riferimento alla seconda fase potremmo lavorare sulla distensione neuro-muscolare attraverso
    il gioco dell’albero vivo : i bambini allungano lentamente le braccia, tenute appoggiate inizialmente
    sulle spalle, verso l’alto fingendo di essere degli alberi che allungano i loro rami verso il sole e poi
    successivamente ritornano alla loro posizione di partenza. A seguire introduciamo attività sulla
    motricità della spalla con ad esempio il gioco del pittore (i bambini , fingendo di essere dei
    pittori, tracciano ampi cerchi nell’aria prima in senso orario e poi antiorario) per passare poi alla
    motricità dell’avambraccio trasformandoci questa volta in tergicristalli (si tengono i gomiti poggiati
    sul tavolo con gli avambracci rivolti verso l’altro e con movimenti simultanei e coordinati li
    andiamo a muovere a destra e a sinistra tenendo ben fermi polsi e dita) ed infine alla motricità del
    polso stimolandola con esercizi di rotazione delle mani attorno al polso.
    Una volta che il bambino ha acquisito un buon controllo motorio possiamo presentare attività di
    motricità fine (fase tre). Per questa abilità possiamo proporre il gioco delle palline (si mima il lancio
    di una pallina tra il pollice ed ogni dito prima in avanti, dall’indice al mignolo, e poi all’indietro), il
    gioco dell’uccellino (la punta del pollice tocca la punta delle altre dita una alla volta prima in modo
    lento e poi più veloce), il gioco del gatto (flettere e distendere le dita delle mani solo a livello delle

falangi), il gioco della gru (il bambino raccoglie fagioli o semi posti sul tavolo utilizzando solo il
pollice e l’indice) o ancora mimare il gesto di suonare il pianoforte, far roteare alcune palline nel
palmo della mano ma anche lavorare con la pasta di sale, il pongo o con delle mollette da bucato.
Per sviluppare la lateralizzazione, passando quindi alla quarta fase, proponiamo esercizi di
percezione spaziale, ne sono un esempio il gioco del corpo umano o il gioco della caramella (su un
cartoncino spostiamo la caramella a seconda delle consegne in alto/in basso/a destra/a sinistra..).
Si passa poi agli esercizi di macrografie come piste col pennello, percorsi grafici, esercizi di tracciati
rettilinei e forme geometriche sempre più complessi che fungono da prerequisito per la scrittura
manuale.
Concludendo, l’apprendimento della scrittura non può essere lasciato al caso, occorre che il
bambino si impadronisca del movimento che sta alla base del gesto grafico perché solo così potrà
arrivare ad un corretto automatismo e alla personalizzazione della scrittura.

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